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Perché essere una mamma chioccia non fa bene al bambino

Ciao, cara lettrice e caro lettore 

Sono Giusy, la vostra amica di penna e mamma del piccolo Andrea, pronta a scrivervi oggi di come noi mamme siamo protettive nei confronti dei nostri pargoli.

È naturale: noi vogliamo solo il meglio per i nostri bambini almeno quanto lo vogliamo per noi stesse!

Quando però quest’istinto protettivo sfocia nell’esagerazione ecco che si diventa mamme chioccia.

Chi sono le mamme chioccia?

Le mamme chioccia, semplicemente, considerano i loro figli come esseri estremamente fragili, il nome infatti deriva proprio dalle “galline” che hanno un attaccamento testardo alle paure e sottostimano le capacità dei propri piccoli.

Naturalmente tutti i bambini non sono autosufficienti e quindi devono avere sempre un adulto che li controlla fin quando non hanno raggiunto il loro pieno sviluppo fisico e psicologico, ma la mamma chioccia finisce per impedire al figlio di esplorare l’ambiente che lo circonda e muoversi nel mondo per poter imparare da questo.

Le mamme chioccia stabiliscono molteplici meccanismi per tenere i bambini sotto sorveglianza in modo permanente e quando i bambini vorrebbero un po’ di spazio in più per giocare o conoscere nuovi posti lo si impedisce perché ogni situazione nuova potrebbe comportare un pericolo.

Mentre questa madre pensa di fare solo il bene del figlio, in realtà lo limita. E la contraddizione sta proprio in questo: i figli di questo tipo di madre finiscono per vivere nell’ansia e nella paura, oppure crescono eccessivamente “coccolati” e pensano di non avere limiti.

In questo modo i bambini non riescono a adattarsi a situazioni difficili e a sviluppare capacità di risoluzione dei problemi e a fare esperienze importanti che li renderanno poi degli adulti capaci di adattarsi a tutte le sfide del mondo.

Inoltre, è molto comune che un bambino del genere diventi un adolescente difficile nel corso degli anni, potendo sviluppare o un’avversione nei confronti del genitori, diventando così un ribelle che desidera piena indipendenza, oppure un atteggiamento fin troppo passivo nei confronti degli altri, rendendolo incapace di operare autonomamente delle scelte.  

Alla fine, ciò che ci rende adulti è proprio l’aver imparato a superare situazioni difficili, per cui anche le esperienze che riteniamo negative sono utili per aiutarci a crescere ed è un peccato evitale e vivere sotto una bolla di vetro, non trovi?